Buongiorno a tutti, l’argomento che trattiamo insieme oggi è secondo noi molto interessante ed importate, oggi ci confrontiamo con le emorragie esterne.
Si può incombere in ferite nei nostri momenti di convivialità ed oggi andremo a spiegare delle semplici manovre per intervenire. Affronteremo espressamente le emorragie esterne.
Andremo ad analizzare 2 tipi di emorragie. In questi casi parleremo di ferite semplici, quindi senza presenza di corpi estranei.
Ci possono essere diversi tipi di emorragia esterna, analizziamo la venosa e l’arteriosa.
L’emorragia venosa si presenta con un sanguinamento continuo e costante, il sangue sarà di colore rosso scuro.
L’emorragia arteriosa si presenta con un sanguinamento zampillante ed a ritmo con la frequenza cardiaca, il sangue sarà di colore rosso chiaro.
Ci troviamo davanti ad una emorragia da un braccio :
La manovra più semplice ed immediata sarà la “compressione diretta” sulla ferita, se possibile con delle garze sterili, se non sono presenti andranno bene anche garze non sterili o stracci puliti. Il sanguinamento si dovrebbe arrestare in breve tempo ma è molto variabile da persona a persona, per un fattore di coagulazione.
Se la manovra sopracitata non è stata efficace ed il sanguinamento continua andremo ad effettuare un “bendaggio compressivo”. Non andremo a rimuovere le garze precedentemente applicate alla ferita ma andremo ad aggiungerne un altro strato. Aggiunto lo strato di garze, prenderemo una benda semplice ed andremo a bendare la ferita in questione. Il bendaggio andrà effettuato da “valle a monte”, per capirci meglio: se la ferita è sita sull’ avambraccio, il verso da seguire sarà dal polso verso il gomito, ovviamente sarà da bendare solo la ferita e non tutto il braccio!
Il bendaggio è chiamato “compressivo” perché andremo ad applicare una pressione continua e più estesa a tutta la ferita aiutandoci con le garze e le bende.
Questa volta ci troviamo davanti ad una emorragia massiva che può essere sia venosa che arteriosa. Questo tipo emorragia è la più pericolosa ma comunque semplice da affrontare per noi. In questo caso sarà assolutamente necessario il trasporto presso un presidio ospedaliero per la verifica da parte di personale sanitario.
Il trattamento è il medesimo sopracitato, si andrà a provare con una compressione diretta e un bendaggio compressivo ma se non dovesse funzionare nessuna manovra precedente si opterà per il posizionamento il più immediato possibile di un “tourniquet” o “LEA” (laccio emostatico arterioso), due nomi differenti che indicano lo stesso presidio. È un presidio molto semplice ed efficace, va posizionato 5-7 centimetri sopra la ferita, sulla porzione di arto che ha un solo osso, omero per il braccio, femore per la coscia. Se la ferita è sulla porzione ove sono presenti due ossa, come avambraccio o gamba, andremo a posizionarlo comunque sulla porzione con un solo osso, cercando di stare il più vicino possibile alla ferita, senza posizionarlo sulle articolazioni.
Con un sistema meccanico di leveraggio andremo a stringerlo intorno all’arto fino alla diminuzione e l’arresto dell’emorragia. Segneremo l’ora in cui l’emorragia si è arrestata e la comunicheremo al sistema di emergenza che abbiamo prontamente chiamato per il trasporto del ferito. ASSOLUTAMENTE NON ALLENTARE IL TOURNIQUET!
La credenza popolare sostiene di allentare ogni tot il presidio per far scorrere il sangue, ma se ci pensiamo bene è stato messo per arrestare il sanguinamento massivo che crea un pericolo per la persona ferita, quindi, assolutamente, non si allenta ne rimuove il presidio applicato.
La nostra associazione ha come dotazione uno zaino di primo soccorso per intervenire in ogni evenienza.
Grazie di essere arrivati in fondo alla nostra lettura, il nostro scopo è quello di condividere e di confrontarci con tutti cercando di rendere le nozioni più utili alla portata di tutti!
Buone avventure subacquee!
Luca Scolpino tecnico/soccorritore
Istruttore BLSD
ASD Dive Project sub & sport





