Buon giorno a tutti i subacquei e non subacquei, come sapete tutti la nostra associazione come da statuto ha nelle sue missioni formative il contrasto all’arresto cardiaco e lo sviluppo di una cultura sociale atta la prevenzione ed al contrasto dell’arresto cardiaco.
Infatti la Dive Project Sub & Sport è anche un centro i formazione BLSD laico della rete formativa di IRC Comunità.
Oggi visto l’episodio della morte improvvisa di Mattia Giani mentre giocava a calcio, riteniamo opportuno secondo noi presentarvi la stupenda lettera del Presidente di IRC Andrea Scapigliati, pubblicata sul quotidiano Sanità.
Che dire ragazzi vi invitiamo tutti a contattarci per sviluppare in qualsiasi realtà come scuole, condomini, aziende, settori sportivi, settori salvataggio, comuni , dei progetti formativi sulla rianimazione cardio polmonare laica.
NOI CI SIAMO CONTATTATECI
Arresto cardiaco sui campi da calcio, in Italia deve crescere la cultura del soccorso laico di Andrea Scapigliati
Gentile Direttore,
la morte improvvisa sul campo di calcio di Mattia Giani, avvenuta domenica 14 aprile 2024, fatalmente 12 anni dopo quella di Piermario Morosini, impone una riflessione sul tema del soccorso alle vittime di arresto cardiaco. L’esatta dinamica dei fatti è ancora in corso di ricostruzione, ma la sua tragica scomparsa riporta con forza drammatica l’attenzione su cosa si debba fare in caso si soccorra una persona che abbia perso coscienza e smesso di respirare (i due segni di riconoscimento dell’arresto cardiaco): riconoscere l’arresto, chiamare il 112, iniziare le compressioni toraciche e applicare il DAE. eventi tragici come quello dei due calciatori raggiungono più incisivamente l’opinione pubblica ma ci ricordano che in Italia sono circa 60.000 ogni anno le vittime di arresto cardiaco improvviso (1 ogni 1000 abitanti). Nel nostro Paese si è fatto molto sia sul piano normativo che di sensibilizzazione per contrastare questa strage di vite salvabili da poche e semplici manovre. Già nel 2013, a pochi mesi dalla morte emblematica di Morosini, una legge dello Stato imponeva a tutte le società e le associazioni sportive la dotazione di un defibrillatore esterno e di personale formato, ancora unico caso in Italia di obbligo di dotazione in un contesto specifico di attività. Sempre nel 2013, su invito del parlamento europeo, Italian Resuscitation Council lanciava “Viva! La settimana per la rianimazione cardiopolmonare” che da allora si ripete ogni anno intorno al 16 ottobre, diventato nel frattempo la giornata mondiale della rianimazione (il World Restart a Heart Day). Difficoltà di coinvolgimento e governance avevano rallentato e depotenziato l’applicazione della legge del 2013 (nota come Decreto Balduzzi) con un decreto del 2017 che limitava l’obbligo della presenza del DAE alle gare e ai soli impianti sportivi. Tuttavia, il successivo percorso virtuoso di collaborazione tra istituzioni parlamentari, esperti e associazioni ha portato all’approvazione della legge 116/2021 che riprende tutti gli interventi più efficaci per facilitare il pronto intervento degli astanti in collaborazione coi sistemi di emergenza territoriale. Nella legge 116 viene ripristinato l’obbligo di dotarsi e condividere il DAE sia nelle gare che negli allenamenti ma insieme a molti altri elementi che compongono attorno alla vittima un “sistema” in grado di offrirle la massima possibilità di sopravvivenza: la diffusione capillare dei DAE nei luoghi affollati e di viaggio, la salvaguardia giuridica del soccorritore (importantissima per disinnescare i timori di conseguenze legali), la possibilità di utilizzare il DAE anche per chi non sia stato formato al suo uso (possibilmente con la guida a distanza dell’operatore del 118), la localizzazione dei DAE e dei potenziali soccorritori attraverso un’applicazione telefonica, l’obbligo per l’operatore del 118 di guidare telefonicamente il soccorritore ad eseguire le manovre e utilizzare il DAE, le iniziative di formazione e sensibilizzazione nelle scuole.
Maria Lucia Bertolo
Direttivo Dive Project Sub & Sport





