Buon giorno a tutti i subacquei e non subacquei, iniziamo questo splendido 2024 trattando un argomento che secondo noi non dobbiamo mai sottovalutare durante le nostre “simpaticissime” immersioni.
L’argomento che oggi ci poniamo all’attenzione è la sicurezza dei nostri bambini che ci allietano della loro presenza durante le nostre immersioni. Nell’estate del 2023 si contano in Italia 20 decessi per annegamento, di cui 7 bambini. Ogni anno in Italia sono circa 400 le persone che muoiono annegate.
I numeri arrivano dalla Società Italia di Medicina Ambientale (SIMA), che ricorda come nel mondo i decessi per annegamento ammontino a 2,5 milioni nell’ultimo decennio.
Negli anni ’60 si stimavano in Italia circa 1.400 decessi per annegamento ogni anno, cifra che è andata progressivamente a diminuire fino a stabilizzarsi dagli anni ’90 in poi, con un trend oramai costante pari a circa 400 annegamenti.
Gli incidenti avvengono in mare aperto, nei fiumi ma anche in piscine alte pochi centimetri e nelle vasche da bagno di casa.
Le vittime più frequenti, secondo l’OMS, sono i bambini tra 1 e 4 anni, seguiti da quelli di età compresa tra 5 e 9 anni”. Ricordiamoci poi come sia mare il principale luogo di annegamento (50,3% dei casi), mentre il 41,3% dei decessi avviene nelle acque interne e l’8,3% in piscina. Quanto alle cause, il 28% degli incidenti dipende da malori improvvisi, il 15% da sventatezza, il 14% per cadute in acqua, il resto è determinato da incapacità di tenersi a galla, tuffi sconsiderati dove il fondale è basso o roccioso.
Le acque interne di fiumi e laghi possono nascondere grandi insidie come correnti nei fiumi, fondali improvvisamente profondi dei laghi e difficoltà a risalire a riva, quando questa è rocciosa, ultimamente la presenza massiva di alghe. I numeri sui decessi ci dicono che serve più prevenzione in Italia, promuovendo nella popolazione una maggiore consapevolezza circa le norme base di sicurezza e incrementando controlli e divieti”.
E’ per questo motivo che noi abbiamo sviluppato uno schema di comportamento per aumentare la sicurezza, proiettato innanzitutto ai nostri bambini che ci accompagnano durante le nostre immersioni, e a tutti i bambini presenti sul posto. Che dire amici subacquei e non subacquei qui sotto vi riportiamo il nostro schema di comportamento augurandoci che vi possa essere di aiuto nel prevenire spiacevoli episodi come quelli sopracitati, BUONA IMMERSIONE A TUTTI
le 12 regole BLU per gestire i bambini al mare o al lago.
1. Evitare stare tanto tempo al sole e idratarli bene.
2. Evitare pasti abbondanti e bevande fredde e lunghi digiuni.
3. Evitare di entrare in acqua prima che siano trascorse tre ore dal pasto principale.
4. Evitare di andare in acqua da soli, adulto sempre alla distanza di un braccio.
5. Evitare di entrare direttamente ed velocemente in acqua dopo una lunga esposizione al sole.
6. Evitare il tuffo di testa.
7. Evitare di allontanarsi dalla zona sorvegliata.
8. Evitare di allontanarsi con materassini o altro.
9. Evitare fare apnee se non sorvegliati.
10. Evitare di chiedere aiuto segnalando pericolo senza motivo.
11. Evitare di sopravalutare le capacità natatorie.
12. Evitare di sottovalutare le condizione atmosferiche.





