Buon giorno a tutti i subacquei e non subacquei, l’argomento che vogliamo trattare oggi può sembrare non inerente alla nostra subacquea ricreativa e di conseguenza un incidete troppo tecnico da attenzionare. Come subacquei, siamo pienamente convinti che questo particolare incidente deve appartenere alla nostra cultura subacquea; essendo un episodio legato al mondo dell’acqua, è di conseguenza un incidente che può coinvolgere subacquei ricreativi e non ricreativi.
Non essendo dei tecnici specifici del settore, entriamo in punta di “pinne” nell’argomento. L’annegamento è un’insufficienza respiratoria massiva ed acuta conseguente alla penetrazione di liquidi nell’albero respiratorio. Si distingue in: semiannegamento se la persona coinvolta nell’incidente non va incontro a morte, oppure annegamento se l’incidente acquatico è stato fatale per la persona coinvolta. L’annegamento causa una gravissima ipossia, che può danneggiare molti organi nobili soprattutto l’encefalo. Con le opportune tecniche di salvataggio, dopo il recupero dal piano acquatico e la traslazione sul piano terrestre della persona coinvolta nell’incidente acquatico, il trattamento comprende la rianimazione cardiopolmonare, la correzione dell’ ipossia ed ipotermia.
Con grande dispiacere, vi ricordiamo che l’annegamento è tra le prime 10 cause di mortalità in bambini e giovani in tutto il mondo. Nel 2020 negli Stati Uniti, l’annegamento è stata la principale causa di mortalità per incidente tra i bambini di età compresa tra 1 e 4 anni ed è stata seconda solo agli incidenti con veicoli a motore per bambini dai 5 ai 9 anni. L’annegamento risulta essere anche tra le prime 10 cause di morte involontaria in tutte le età sotto i 55 anni.
In tutto il mondo i semiannegamenti, quindi gli incidenti non mortali, sono più frequenti degli annegamenti mortali. Per ogni bambino che muore di annegamento, circa 7 ricevono assistenza da parte del personale lifeguard e del personale sanitario di emergenza/urgenza. Circa il 40% di quelli trattati nei reparti di emergenza richiede il ricovero in ospedale .
Cerchiamo di fare, in modo generico e poco approfondito, il punto della situazione in ambito di Fisiopatologia dell’annegamento in generale
Ipossia
L’ ipossia è il principale danno che consegue all’annegamento, interessando il cervello, il cuore e altri tessuti. Spesso si può verificare un arresto cardiaco secondario ad arresto respiratorio. Ricordiamoci sempre che il danno polmonare conseguente alla stessa ipossia o all’aspirazione potrebbe provocare un’ipossia ritardata (creando il grave incidente chiamato annegamento secondario). L’inalazione di liquidi, potrebbe causare gravi danni come una polmonite chimica o una polmonite batterica secondaria con danneggiamento della secrezione alveolare di surfattante, con conseguente grave insufficienza respiratoria associata ad ipercapnia e acidosi respiratoria, di conseguenza l’ipossia alveolare potrebbe causare edema polmonare non cardiogeno.
Ipotermia
Noi subacquei sappiamo bene che l’esposizione all’acqua fredda causa ipotermia sistemica, che può rappresentare un problema importante. Tuttavia, da vari studi eseguiti in ambito medico, risulta che l’ipotermia può anche essere protettiva stimolando il riflesso di immersione, con conseguente rallentamento della frequenza cardiaca, vasocostrizione periferica e spostamento del sangue ossigenato dalla periferia e dall’intestino al cuore e al cervello, riducendo le richieste di ossigeno da parte dei tessuti, prolungando probabilmente la sopravvivenza e ritardando l’insorgenza del danno da assenza di ossigeno a livello tissutale. Il riflesso di immersione e gli effetti clinici complessivamente protettivi dell’acqua fredda sono solitamente maggiori nei bambini piccoli.
Inalazione di liquidi
Il laringospasmo limita spesso il volume del liquido aspirato. La distinzione tra annegamento di acqua dolce e acqua di mare è stata una volta considerata importante, a causa dei potenziali spostamenti dell’elettrolita, dovuta al meccanismo dell’emolisi e del relativo spostamento del compartimento fluido che potrebbe verificarsi. Tuttavia, gli studi hanno dimostrato che nella maggior parte dei pazienti si aspira troppo poco liquido per avere questi effetti. L’inalazione può portare a polmonite, talvolta con agenti patogeni anaerobi o fungini, ed edema polmonare.
Comportamenti pericolosi di trattenimento del respiro sott’acqua
Purtroppo, spesso comportamenti pericolosi come l’apnea sono praticati per lo più da giovani che cercano di prolungare la loro capacità di rimanere sommersi, creando quindi la possibilità di perdita di coscienza (blackout ipossico, apnea blackout) e poi da annegamento.
traumi associati
Non dimentichiamo chi pratica surf, sci d’acqua, nautica da diporto può riportare lesioni craniche, lesioni interne e lesioni a carico dello scheletro. Tuffi scomposti oppure soggetti che si tuffano in acque poco profonde hanno un aumentato rischio di subire lesioni cervicali ma anche altre lesioni vertebrali (che potrebbero essere causa dell’annegamento).
Sicuramente, l’argomento può essere notevolmente ampliato ed approfondito da persone tecnicamente più preparate ed esperte in materia, a nostro avviso la subacquea non deve mai ignorare il bello ed il brutto della nostra acqua, la subacquea non deve mai ignorare il pericolo legato a questo meraviglioso ambiente, la subacquea non deve mai ignorare che ha tante ramificazioni e radici importanti e questo immenso albero acquatico cresce su un fondale fatto anche della cultura in ambito di sicurezza.
buona subacquea a tutti il presidente
D.T Maurizio
Riferimenti generali
- 1. Centers for Disease Control and Prevention. Injury Prevention & Control : Leading causes of death and injury, United States, 2020. Consultato il 27/11/2022.
- 2. Centers for Disease Control and Prevention. Morbidity and Mortality Weekly Report: Racial/Ethnic disparities in fatal unintentional drowning among persons aged ≤ 29 years – United States 1999-2010. MMWR 63:421-426, 2014.
- 3. Day G, Holck P, Strayer H, et al: Disproportionately higher unintentional injury mortality among Alaska Native people, 2006-2015. Int J Circumpolar Health 77(1):1422671, 2018. doi: 10.1080/22423982.2017.1422671
- 4. Felton H, Myers J, Liu G, et al: Unintentional, non-fatal drowning of children: US trends and racial/ethnic disparities. BMJ Open 5(12):e008444, 2015. doi: 10.1136/bmjopen-2015-008444
- 5. Sillanpää M, Shinnar S: SUDEP and other causes of mortality in childhood-onset epilepsy. Epilepsy Behav 28(2):249-255, 2013. doi: 10.1016/j.yebeh.2013.04.016
- 6. Centers for Disease Control and Prevention. Drowning Prevention: Drowning facts. Adattato da Centers for Disease Control and Prevention, National Center for Injury Prevention and Control. Web-based Injury Statistics Query and Reporting System (WISQARS). Consultato il 10/08/2022. presentarsi con un ritardo fino a 8 h dopo l’immersione. I pazienti potrebbero avere sintomi dovuti a lesioni o riacutizzazioni di patologie sottostanti.





